Expo e F.i.co un progetto comune

cropped-foglia-di-fico1Milano e Bologna sono molto più vicine dei 200 km che le separano e dell’ora di tempo che un treno ad alta velocità impiega per coprire la tratta.

Expo 2015 e F.I.Co le legano in maniera indissolubile andando ben oltre alla sola logica da grande evento e stato d’eccezione annesso.

F.I.Co è in qualche maniera la continuazione di Expo 2015. Non siamo noi a dirlo ma è lo stesso Andrea Segrè, presidente di CAAB uno degli soggetti che ha creato Fabbrica Italia Contadina, nei suoi testi pubblici a collegare le due iniziative. Non può essere un caso ma forse si è solo un caso.
CAAB, Comune di Bologna e soprattutto Oscar Farinetti fondatore della catena Eataly (uno a cui la definizione di “Foody”, il nome della mascotte Expo 2015 andrebbe benissimo) sono i padrini della questione F.I.Co e di tutto il progetto che gli sta attorno.

Se Expo 2015 ha come titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita” F.I.Co vuole essere un parco tematico sull’eccellenza dell’agroalimentare italiano. Forse l’eccesso di paranoie e sfiducia totale nelle grandi iniziative ci ha fatto andare un po’ oltre e ci sta facendo immaginare scenari meno casuali, e soprattutto tante similitudini oltre alle tematiche. Ma potremmo anche sbagliarci.

Sia Expo 2015 che F.I.Co sono imprese private ma con una forte partecipazione pubblica almeno dal punto di vista dell’investimento economico. Il drenaggio di denaro pubblico inizia lì e finisce con la costruzione di tutte le infrastrutture che in qualche maniera vengono legate all’evento. Soldi pubblici e cementificazione in Italia vanno di pari passo ed Expo e F.I.Co non fanno eccezione anzi diventano scuse preziose per alimentare questo sistema.

Piano piano arriviamo al punto, ma prima citiamo un altro legame interessante. F.I.Co userà i contratti “Expo 2015” sfruttando la loro estensione per 30 mesi su tutto il territorio nazionale (per saperne di più http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/25/expo-2015-lavoro-come-precarizzare-tutto-precarizzabile/666524/ ) e anche se le stime occupazionali di 5000 posti di lavoro fossero veritiere già dovremmo iniziare a chiederci che tipo di lavoro sarà utilizzato a Bologna.

Ma la continuità reale tra Expo e F.I.Co potrebbe essere un’altra ovvero “Il cibo e le filiere agricole”. Già tempo fa su queste stesse pagine indicavamo come il grande investimento degli USA in Expo sia legato alla volontà di imporre le colture OGM anche in Europa, oggi andando oltre allo splendende marketing da grande evento possiamo vedere che anche in Italia si sta giocando una partita similare l’imposizione della grande distribuzione a discapito della filiera corta con conseguenza distruzione delle piccole imprese agricole a favore dell’industria.

Compagn@ che organizzano la Terra Trema sulla loro pagina Facebook hanno recentemente scritto questo post molto interessante: “Il cibo e le filiere agricole saranno il focus di alcuni eventi internazionali che si svolgeranno in Italia il prossimo anno: l’Expo di Milano – “nutrire il pianeta” è il tema dell’Esposizione Universale 2015 – e F.I.Co (Fabbrica italiana Contadina) a Bologna (per saperne di più su cosa nasconde la foglia di F.I.Co http://fogliadifico.noblogs.org/). Pensiamo che sia necessario rovesciare il punto di vista adottato da questi grandi eventi: difendiamo l’agricoltura familiare e su piccola scala anziché produzione industriale, l’autoproduzione delle sementi anziché gli interessi delle lobby sementiere, la biodiversità agraria anziché l’omologazione delle produzioni, l’agricoltura naturale e biologica anziché quella che fa uso di pesticidi e altre sostanze chimiche, le filiere corte e vicine anziché le grandi distanze che separano produttore e consumatore.“.

Senza dilungarci troppo, è giusto prendersi il giusto tempo e i giusti spazi per la discussione per ora questa è solo una bozza di ragionamento vediamo che c’è un soggetto che unisce Expo e F.I.Co nella missione prima descritta, ovvero la COOP.
Coop dentro ad Expo progetterà il supermercato del futuro, un luogo dove saranno braccia meccaniche a formare il carrello della spesa su richiesta digitale del cliente, Coop ha pagato per poter essere dentro ad Expo e ha anticipato l’acquisto di diverse migliaia, forse addirittura milioni, di biglietti. Coop, sotto la divisione Adriatica, è entrata direttamente dentro l’affare F.I.Co Investendo ben 9 milioni di euro. Per dovizia di particolari è giusto segnalare come anche Banca Intesa ha interessi commerciali diretti in entrambi gli eventi, ma questa è un’altra storia.

A Milano sappiamo che con la scusa di Expo si costruiranno Pedemontana, Bre.Be.Mi e Teem, se si va a vedere dove queste autostrade passeranno possiamo vedere come passeranno attraverso spazi verdi, molto spesso agricoli e molto spesso utilizzati da piccoli agricoltori (soprattutto nel caso della Teem). Opere come queste non trasformano solo morfologicamente il territorio, ma lo trasformano anche dal punto di vista sociale e quindi in maniera ancora più profonda.
Certo anche questo può essere un caso, la cosa sicura che i casi iniziano a diventare troppi se pensiamo che per esempio l’area di proprietà di Cabassi dove si farà Expo era area agricola ed ora è diventata area industriale.
Se pensiamo ai disastri dal punto di vista sociale per la piccola produzione alimentare avvenuta nel magentino tra la costruzione della superstrada per Malpensa e la linea ad alta velocità Milano – Torino sembra che più che un caso ci sia un preciso progetto di cancellazione della piccola produzione a vantaggio delle produzioni industriali localizzate altrove. A scusate ci eravamo dimenticati di dire che anche il TAV nell’asse Bologna – Milano – Torino ha a che fare con Expo. Diciamo, per non dilungarci, che il calcolo del numero di visitatori dell’esposizione universale è fatto nel raggio di un ora di strada da Milano, quindi Torino e Bologna sono considerate bacino di utenza visitatori grande evento.

Non sappiamo bene cosa succederà a Bologna, ma di fronte ad un aspettativa da 6 milioni di spettatori per la Disney del cibo costruita da mister Farinetti, stentiamo a credere che strade, autostrade e parcheggi non verranno presto pensati, giustificati e costruiti.

Piccola nota prima di chiudere. Il nuovo Governo Renzi ha confermato tutti i ministri in quota centro destra, soprattutto il Ministro Lupi che molto si è speso per Expo e per decreti che stanziassero milioni di euro per opere ad esso connesso. A questo aggiungiamo che Giuliano Poletti, ex presidente di Lega Coop nazionale, è diventato Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Difficile pensare che oltre anche questo sia un caso. Compagnie delle Opere e Coop sono tra i soggetti che più hanno interesse nei due super-eventi del 2015 Italiano. La politica come al solito è strumento di volontà speculative?

Coop, Eataly con cibo e cucina di alto livello ad altro costo, fiere alimentari, logica grande evento, creazione dello stato d’eccezione, drenaggio risorse pubbliche, sfruttamento di lavoro precarizzato e a termine, Milano, Bologna,  cemento e trasformazione irreversibile dei territori sono elementi che dobbiamo tenere assieme, e sembrano mostrare chiaramente come dietro alla continuità spazio/ contenutistica/temporale di Expo e F.I.Co ci sia anche un progetto di imposizione di un nuova cultura e industria dell’alimentare, ovviamente di stampo neoliberale e che quindi ha molto poco a che fare con “nutrire il pianeta” ma molto di più sullo speculare sulla nutrizione del pianeta.

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