Narrare la violenza a partire da noi. Continua la raccolta

Data la forza catartica enorme che le varie narrazioni e prese di coscienza hanno trasmesso a noi in primis e a tutt*, abbiamo deciso di continuare questa raccolta e di ringraziarvi per la forza e il coraggio incredibile che avete avuto e ci avete trasmesso!
Insieme creiamo un luogo libero e non giudicante, in cui ciascun* sia liber* di raccontarsi.
Siamo partit_ con questa condivisione di racconti personali perché la storia di ognun_ è storia collettiva e perché narrarci possa essere momento di liberazione per tutte quelle donne e soggettività non binarie che vengono prevaricate in questa società, un mondo patriarcale che non solo non accetta la pluralità dei generi, ma determina quale debbano essere mentalità e atteggiamenti anche degli uomini e un’idea di “vero uomo” che non corrisponde al reale
Per questo la condivisione delle prese di coscienza è stata fondamentale e illuminante nel sovvertire il silenzio.
Continueremo a pubblicare le narrazioni in maniera alternata e con cadenza settimanale con l’obiettivo di arrivare al prossimo 25 Novembre con una raccolta che sia dirompente nella falsa quiete del non detto.
Scrivete alla pagina FB De Gener Azione.
Ogni narrazione resterà anonima.

Qui tutte le narrazioni raccolte fino ad oggi.


Anno 2009/2010, non mi sono ancora trasferito a Milano e faccio il pendolare per l’università, sono pieno di vita, amicizie nuove, città nuova da scoprire, l’adolescenza che si allontana sempre di più, stanno arrivando i vent’anni.
Incontro una ragazza in una discoteca, ci baciamo di sfuggita in pista da ballo, la perdo di vista e quando la incontro faccio amicizia con lei e le sue amiche. Finita la serata le saluto e torno a casa. Qualche giorno dopo trovo il profilo Facebook della sua amica più simpatica, la aggiungo, sembra interessata, iniziamo a parlare molto e decidiamo di uscire. Inizia una frequentazione, io in quel momento non desidero legami esclusivi e durante il primo periodo le ricordo spesso questa cosa. Lei, al contrario, si sta prendendo molto. Mi trasferisco a Milano a poche metri da casa sua, il posto letto lo ha trovato lei tramite dei suoi contatti. Facciamo molto sesso, ogni volta che ci vediamo e iniziamo a vederci sempre più spessso, ma ogni volta sento qualcosa di strano nel fare sesso con lei, le domando se per caso le piace, se ne ha voglia e lei, in modo acido, mi risponde che certo che ha voglia, altrimenti non lo farebbe. Capisco che non devo più chiedere, che la irrita se le faccio notare che a volte non sembra desiderante, non lo faccio mai con rabbia ma con preoccupazione, dopodichè andiamo avanti a frequentarci e ci innamoriamo.
Ci innamoriamo perduratemente, forse troppo, condividiamo tutto, a detta di sua sorella gemella sembriamo sposati, a detta di molti amici e amiche sembriamo fratello e sorella. Ci somigliamo anche fisicamente. Si crea un rapporto di simbiosi, di dipendenza reciproca. Dopo alcuni mesi, inizio a notare che non facciamo così spesso l’amore, ero talmente innamorato che la cosa non mi disturbava per niente, però volevo capire se ci fosse qualcosa che non andava. Dopo vari tentativi un po’ goffi di dialogo e comprensione, lei cede, nervosa, inacidita e mi confessa con un strano ghigno sulle labbra che all’inizio della frequentazione aveva sempre finto di provare piacere, aveva sempre accettato di fare sesso in certe posizioni che non tollerava e che, in soldoni, non le piace fare sesso.
Io, nei miei vent’anni, innamorato perdutamente, ci rimango molto male ma non per me: in quel periodo ero ancora monogamo, volevo solo e soltanto lei e non mi interessava se non aveva voglia di fare sesso con me, ero solo sconvolto dal fatto che per tutti i primi mesi me lo avesse tenuto nascosto, iniziavo a capire che pur di avermi, pur di conquistarmi, aveva filtrato un suo disagio così grande rendendolo piacevole solo e soltanto per me. Mi innamoro ancora di più, non ne parlo mai di questa cosa con lei, parlarne la mette in agitazione.
Mano mano che andiamo avanti mi accorgo, un po’ perchè sempre più in intimità, un po’ perchè lei stessa me lo dichiara apertamente, che le fa schifo il pene maschile. Che fa sesso con me perchè mi ama e sa che mi fa piacere, che non ha mai avuto un orgasmo. Io ovviamente mi blocco e non riesco più ad avvicinarmi sessualemente a lei. Ricordo, in tre anni e mezzo di relazione, che l’ho “sentita” solo e soltanto due volte. Dopo quasi tre anni di relazione, in università una bella ragazza inizia a provarci con me, io sono completamente spiazzato. Ho voglia di conoscerla e non so cosa fare. Inizio a scambiare dei messaggi banali e un po’ impacciati su Facebook con questa ragazza, mi sento in colpa ogni volta, non riesco neanche a parlarci dal vivo in aula. Dopo un periodo di confusione incredibile, inizio a capire che non sono più innamorato della mia ragazza e mi confesso con la mia amica ma sono troppo legato a lei per lasciarla. Passano altri mesi e dopo un po’ capisco che forse devo staccarmi da questa relazione, che ho bisogno di fare nuove esperienze e questa consapevolezza cambia il modo che ho di relazionarmi con lei, sono un po’ più freddo e lei ovviamente se ne accorge. Una sera a cena, provo a parlarle di come mi sento: lei scoppia a piangere e mi dice che è entrata nel mio profilo Facebook e nei mesi ha letto tutte le conversazioni che ho avuto con la mia amica, mi chiede se non sono più innamorato per via del sesso. Io muoio dentro.
Per farsi accettare da me, uomo, mi ha nascosto molte cose. Lasciarci è stata un’agonia e sono felice che lo abbia fatto lei. Non mi sono mai sentito così male come in quel periodo e sono sicuro che sia stata proprio questa esperienza a farmi capire la mia posizione da uomo nel mondo e ad agire di conseguenza, iniziando un percorso che non è ancora finito. Se noi uomini non ci rendiamo conto dei privilegi tossici di cui siamo portatori, non mi darò mai pace e andrò avanti a scontrarmi con la maggior parte degli uomini tossici che incontro che appunto non si rendono conto di agire un controllo sulle donne.


Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (prima parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (seconda parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (terza parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (quarta parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (quinta parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (sesta parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (settima parte)

Verso il 25 novembre e oltre. Narrare la violenza a partire da noi (ottava parte)

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.