Rider, Assodelivery e Ugl in minoranza ma è stallo sul contratto

Riparte la trattativa per arrivare ad un vero contratto nazionale per i rider. Il contratto-capestro Assodelivery-Ugl non lo è e la sua legittimità è messa ancor di più in discussione dall’addio di Just Eat all’associazione datoriale guidata da Matteo Sarzana (a capo di Deliveroo). L’annuncio di Just Eat di voler assumere i propri rider nel 2021 è stato il prodromo del tavolo di confronto in videoconferenza che si è tenuto ieri pomeriggio con la ministra Nunzia Catalfo.

Seppur Assodelivery e Ugl abbiano cercato di mantenere il punto («il nostro contratto è un punto di partenza per chi vuole rimanere lavoratore autonomo»), sono stati messi in minoranza da tutte le altre parti. È partita la Cgil chiedendo in esplicito che «le imprese del food delivery non considerino l’accordo siglato dalla sola Ugl come punto di riferimento», ha attaccato la segretaria confederale Tania Scacchetti. Per la Cgil l’obiettivo è «un terreno di contrattazione che superi in primis il cottimo e che possa riconoscere ai ciclofattorini, anche sulla base delle sentenze diritti tipici della subordinazione». Per Cgil, Cisl e Uil si deve guardare ai «contratti collettivi nazionali a partire da quello della Logistica che si è recentemente dotato di un protocollo dedicato a questa tipologia di lavoratori», ha chiuso Scacchetti.
L’ad di Just Eat Italia Daniele Contini ha parlato di «scelta di una strada diversa» e si è detto «disponibile a trattare» con governo e sindacati su come normare le assunzioni decise.

«Un incontro positivo, che è stato aggiornato alla prossima settimana in due diversi momenti: uno dedicato al caporalato digitale e un altro volto a proseguire il confronto odierno e agevolare il dialogo tra le parti», commenta la ministra Catalfo. «A breve sarà istituito l’osservatorio permanente indispensabile per monitorare l’evoluzione del settore del food delivery e agevolare soluzioni regolative condivise dalle parti. Oggi più che mai, anche alla luce del ruolo sociale svolto dai ciclofattorini durante la pandemia, è necessario garantire loro l’effettività dei diritti minimi inderogabili sanciti dalla legge, a partire dal riconoscimento di una retribuzione dignitosa e dalla garanzia di salute e sicurezza», conclude la ministra.

Meno soddisfatte le union dei rider che considerano il tavolo «un nulla di fatto», chiedendo a gran voce di poter contrattare la subordinazione a partire dalla disponibilità espressa da Just Eat.

di Massimo Franchi

da il Manifesto del 12 novembre 2020

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