Palestina, un anno fa

Un anno esatto fa a Milano e in diverse altre città di Italia, manifestanti solidali con la causa palestinese sono sces* in piazza per chiedere la fine dei bombardamenti su Gaza e la fine delle violenze nella Palestina occupata.

Con l’inizio del Ramadan, l’anno scorso, le violenze dell’esercito israeliano nel quartiere di Sheik Jarrah a Gerusalemme avevano sconvolto tutto il mondo. La storia della famiglia Al Kurd, la presenza di attivist* internazionali a Gerusalemme che raccoglievano le testimonianze di ingiustizie e soprusi commessi dai soldati sionisti, la Resistenza resiliente del popolo palestinese avevano acceso i riflettori in tutta la Palestina.
E poi il bastardo epilogo con i bombardamenti su Gaza, che hanno causato più di 300 morti. Le prime tre vittime erano dei bambini, usciti in giardino a giocare dopo l’Iftar, la cena che conclude la giornata di Ramadan.

In Italia le/gli attivist solidali con la causa palestinese si sono organizzati lanciando presidi in moltissime città, sotto la parola (R)ESISTIAMO, col colore rosso come il sangue versato in Palestina.

A Milano il Gaza Freestyle, il progetto internazionalista di solidarietà e scambio culturale in Palestina nato al Lambretta nel 2014, ha lanciato un presidio in piazza Duomo dove più di 5mila persone hanno risposto alla chiamata.
La data del presidio combaciava con l’Eid, la festa di fine Ramadan.
Questo ha voluto dire che migliaia di famiglie arabe che vivono a Milano hanno deciso di convertire quel giorno di festa in un giorno di protesta, aderendo alla manifestazione e occupando la piazza più grossa di Milano con le bandiere della Palestina fin dal primo pomeriggio.

La bellezza, l’emozione, la potenza di giovani e giovanissimi egiziani, marocchini, tunisini, palestinesi, italiani uniti in una solidarietà che supera le frontiere, ha permesso di inviare un grosso messaggio a chi da Gaza ci guardava.

Io non dimenticherò mai la chiamata ricevuta da Rasha, una compagna carissima a Gaza. La sua voce si mescolava al rumore dei bombardamenti, che durarono 11 giorni. Le avevo inviato le foto di piazza Duomo, le avevano scritto che eravamo in piazza per la Palestina e che eravamo in tantissimi. Le ho fatto ascoltare il casino che c’era in piazza, la cassa della musica mandava una canzone storica delle proteste dei prigionieri palestinesi nelle carceri sioniste.

“Ho fratelli e sorelle in tutto il mondo, e una lotta comune per la Libertà”. Rasha, compagna del FPLP, mentre i bombardamenti sionisti colpivano la sua terra.

Nassi LaRage

* foto in copertina Teo Finazzi

* foto nell’articolo Riccardo Marrone

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