Thiago e Saif sono liberi: espulsi da Israele, tornano a casa
Nella mattinata di oggi, domenica 10 maggio, è arrivata la notizia ufficiale e tanto attesa: Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati espulsi da Israele. Saif, di cittadinanza spagnola, ha fatto scalo ad Atene — dove ha pubblicato un videomessaggio — prima di imbarcarsi per Madrid; Thiago, brasiliano, si trova in Egitto e nelle prossime ore tornerà in Brasile. Oltre dieci giorni di detenzione arbitraria si chiudono finalmente, con una vittoria strappata dalla pressione collettiva di migliaia di persone.
La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso familiari e attivisti, che nelle ultime ore si erano premurati di smentire ogni notizia prematura sul rilascio — rimasto incerto fino all’ultimo, in particolare per Avila. La prudenza era d’obbligo: troppe volte, in questi giorni, la speranza aveva rischiato di trasformarsi in disinformazione.
Il primo segnale era arrivato nel pomeriggio di ieri, attraverso le dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo Albares e dell’ONG Adalah: tutto sembrava convergere verso lo sviluppo atteso. L’agenzia di intelligence israeliana Shabak aveva comunicato al team legale di Adalah — che segue il caso dall’inizio — l’imminenza del rilascio e dell’espulsione. Ma solo stamattina è diventato realtà.
Ad attendere la libertà erano due persone che avevano subito condizioni di detenzione punitive e di isolamento completo, con conseguente sciopero della fame — e dell’acqua dal 5 maggio, nel caso di Saif — come denunciato pubblicamente dai legali di Adalah.
Nel frattempo, nelle piazze e nei cortei di tutto il mondo, migliaia di persone non hanno smesso di alzare la voce, chiedendo la loro liberazione immediata e mantenendo viva una pressione che, evidentemente, ha contribuito a questo risultato.
I due attivisti erano stati prelevati con la forza nella notte del 30 aprile da imbarcazioni battenti bandiera italiana, in una vicenda che configura una grave violazione del diritto internazionale. Una violazione condannata inizialmente anche dal governo Meloni, per poi scivolare nel silenzio istituzionale.
Oggi, nonostante tutto, Thiago e Saif sono liberi.
di Redazione
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