Assemblea cittadina No Kings Milano

Asseblea giovedì 12 marzo, alle 20, nell’aula 211 dell’Università Statale!

Milano, la militarizzazione dello spazio pubblico è una realtà di lungo periodo. Iniziata con lo sgombero degli spazi sociali, con l’attacco continuo a quelli ibridi e autogestiti. Accelerata dall’uso “sperimentale” delle zone rosse, che è probabile diventino permanenti. Con la strumentalizzazione di eventi sportivi e culturali per il turismo di lusso e la speculazione immobiliare, con la progressiva espulsione delle persone già marginalizzate verso la periferia, con la razzializzazione del dissenso e dell’abitare, con la repressione di tutte le realtà, sociali e politiche, che hanno agito conflitto e mostrato dissenso contro il governo italiano e la governance globale, con un maggior accanimento verso le realtà palestinesi e solidali. Con l’imposizione di un piano securitario, contro il piano del mutualismo e della solidarietà.

Ma Milano si è mobilitata in modo straordinario. Per il Leoncavallo il 6 settembre, e dunque al fianco del popolo palestinese e in supporto alla missione della Global Sumud Flottilla per tre settimane all’insegna del Blocchiamo tutto. Dunque, per lo sport popolare, contro la presenza delle milizie dell’ICE, pronta a scendere in piazza contro il re dei re Donald Trump.

L’antifascismo chiede un nuovo spazio di mobilitazione; come quello No Kings, a partire dalla sua dimensione transnazionale: Together, con Londra, USA e chissà quanti altri paesi. Uno spazio non proprietario, radicato nei territori e nelle città, che connette vertenze sociali, conflitti ambientali, lotte del lavoro, mobilitazioni antirazziste, rivendicazioni studentesche dentro una cornice comune: opporsi ai re e alle loro guerre.

Costruire convergenza e alternativa reale. Il primo momento è duplice: il 27 marzo a Roma alla Città dell’Altra Economia per un concerto popolare e gratuito; il 28 per una manifestazione oceanica. Non ultimo: il 29 partirà la prossima missione della Global Sumud Flottilla, per rompere l’assedio che non ha mai smesso di stringere la Palestina. E poi sarà il 25 aprile, l’1 maggio… per l’apertura di un nuovo ciclo politico, un nuovo orizzonte.

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