La Cassazione annulla l’arresto di Hannoun e di altri attivisti palestinesi
La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia (Api), e di altri tre attivisti palestinesi, disponendo in rinvio a una diversa sezione del Riesame di Genova. Nel frattempo i quattro devono rimanere in carcere. Inoltre, è stata anche respinta la richiesta dei pm di riportare in carcere i due attivisti già scarcerati precedentemente e pare ormai certo che i documenti israeliani alla base dell’inchiesta dei pm genovesi siano stati definitivamente esclusi come fonte indiziaria.
Questa è la notizia ad oggi. Ovviamente, non è il caso di esultare, perché molta strada c’è ancora da fare, ma indubbiamente siamo di fronte a un piccolo raggio di luce.
Poi, verrà il tempo di fare i conti seriamente con questa vicenda, che ha visto accusare di terrorismo e trascinare in carcere degli attivisti palestinesi, tra i protagonisti delle mobilitazioni settimanali di Milano contro il genocidio, sulla base di indizi forniti dalle forze di sicurezza israeliane e del teorema, caro ai sionisti di ogni latitudine, che ogni sostegno umanitario alla popolazione di Gaza sia in realtà un sostegno a Hamas e dunque al terrorismo.
E, infine, occorrerà fare i conti anche con la penosa ricorsa a “prendere le distanze” dagli arrestati, di cui si erano resi protagonisti in tropp3 a sinistra, mostrando non solo pavidità e opportunismo, ma anche una consistente dose di subalternità politica.
di Luciano Muhlbauer
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