Da oggi a Milano la vergogna del lager di Stato. E di una città che tace

E’ una città che sembra anestetizzata, ad accogliere la notizia che da lunedì 28 settembre aprirà le porte, anzi le sbarre, a Milano, per richiuderle per mesi e mesi alle spalle di chi non ha un permesso di soggiorno, un Centro di Permanenza per il Rimpatrio, in via Corelli.

Tutto sembra pronto per il lager di Stato istituito dal Ministro Minniti, avviato da Salvini, reclamato da De Corato e ora inaugurato in perfetta coerenza dalla Ministra Lamorgese: compreso il silenzio della stampa, dell’amministrazione, dello stesso associazionismo solidale.

Una struttura di detenzione amministrativa di totale inutilità pratica, fuor che quella di costituire una struttura repressiva deterrente a perenne monito contro chi soggiorna irregolarmente (da decenni o da giorni che sia) e anche per chi è con loro solidale. Seguirà l’espulsione solo per coloro il cui paese di origine ha stretto appositi trattati con l’Italia, come da ultimo quello con la Tunisia, dei quali l’attuale Governo va tanto fiero: gli altri, dopo mesi di terrore di privazione della libertà personale, in cui saranno gratuitamente alienati ed umiliati (e magari anche contagiati), ne usciranno con un foglio di via.

Vi invitiamo a dare uno sguardo a questo video, con cui abbiamo cercato di offrire uno spiraglio su quanto accade in questi luoghi inaccessibili alla stampa, agli avvocati, ai familiari, alla dignità: Milano non farà eccezione.
Il primo ad entrare potrebbe essere un tuo amico, nel giro di qualche ora, per non lasciare più notizia di sè.

Accantonate per sempre l’illusione della “Milano dell’accoglienza”, se mai le avete dato credito: la più ingannevole trovata di marketing politico degli ultimi tempi sotto il cui tappeto nascondere le nefandezze di una città troppo impegnata nella cementificazione e negli “eventi” per prendersi cura dei suoi e delle sue abitanti più fragili.

Milano da domani perde la sua innocenza, quella che non ha mai avuto.

Attendiamo invece la Milano e la Lombardia che non possono tollerare questo oltraggio al presidio avanti alla Prefettura indetto per il 2 ottobre alle 18.30.

Mai più lager – No ai Cpr

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