Sumud in lotta verso la palestina | Comunicato

Gaza Freestyle, Centri Sociali del Nord-Est, Municipi Sociali di Bologna, Spazi Sociali Astra e Brancaleone di Roma salperanno verso Gaza con la Global Sumud Flotilla. Al centro della missione c’è la continuità tra le lotte sul territorio, la mobilitazione sociale e solidarietà internazionale.

Al centro della missione c’è la continuità tra le lotte sul territorio, la mobilitazione sociale e solidarietà internazionale. 

In autunno eravamo in piazza come equipaggi di terra al fianco del popolo palestinese e della missione della Global Sumud Flotilla, che puntava a rompere l’assedio illegale di Israele nei confronti della Striscia di Gaza. Abbiamo bloccato tutto, paralizzando un Paese, per chiedere conto al nostro Governo e alla classe dirigente del Nord Globale della sua complicità diplomatica ed economica con il progetto coloniale, di apartheid e genocidio sionista.

Oggi la volontà che ci ha fatto mobilitare in quei mesi è ancora viva, più determinata e non può più aspettare.

Il 28 marzo, milioni di persone hanno inondato le strade di Roma, Londra, Atene, Parigi, Minneapolis e tante altre città in Europa e America, contro i re e le loro guerre, contro il sistema di dominio e sfruttamento che rende possibile la violenza.

Tra queste anche quella voluta da Donald Trump e Benjamin Netanyahu in Asia Sud Occidentale, che altro non è che un’estensione del loro azzardo imperialista, contro le persone che abitano e resistono in quella regione.

Dove si alimenta distruzione e morte, noi proviamo a costruire. E vogliamo ancora una volta essere dalla parte – ed essere parte – di chi ha costruito quel ponte di solidarietà tra l’Italia e Gaza. Tra le coste del Mediterraneo e la Palestina, il Libano, l’Iran, il Rojava. 

Per questo raccogliamo l’invito della Global Sumud Flotilla a salpare di nuovo.

L’obiettivo è raggiungere Gaza via mare, riprendere il contatto umano, diretto, con chi da anni vive sotto una violenza che ha superato ogni soglia immaginabile.

Non si tratta di “andare lì” come gesto fine a sé: l’intenzione è quella di ricostruire un filo che non deve spezzarsi. Un atto necessario.

La nostra missione comincerà a Bari con “Sumud in rotta verso la Palestina”, quattro giorni di iniziative culturali per preparare le partenze. Il 7 aprile abbiamo indetto una conferenza stampa

che darà forma pubblica alla traversata, in occasione della prima partenza verso la Sicilia, ultimo snodo prima del mare aperto.

A questa si affiancherà la partenza del 18 aprile da Venezia, scelta tutt’altro che casuale, salpiamo da una città che, storicamente, è stata porta sul Mediterraneo, crocevia di scambi, attraversamenti e connessioni.

Connessioni, dunque: il mare è “solo” una parte della storia. La vera architettura di questa missione è più ampia. Il viaggio sarà anche un ponte narrativo, costruito mentre accade.

Non ci limiteremo a muoverci nello spazio, proveremo a ridurre la distanza tra chi parte e chi resiste.

È qui che entra in gioco la dimensione “mediatica”, tutt’altro che accessoria.

La missione di Gaza Freestyle, dei Centri Sociali del Nord-Est, dei Municipi Sociali di Bologna, degli Spazi Sociali Astra e Brancaleone di Roma, nella Global Sumud Flotilla, proverà durante la navigazione una doppia diretta video continua. Da un lato, le immagini e le voci dalle imbarcazioni; dall’altro, i collegamenti dalla Striscia di Gaza.

Due punti lontani che iniziano a parlarsi in tempo reale. Una connessione diretta, viva, che permette a chi guarda di entrare dentro il viaggio mentre succede, lontana dal racconto filtrato ed edulcorato dei media mainstream.

Oltre gli aggiornamenti verranno raccolte testimonianze, storie, frammenti di vita quotidiana da Gaza. Voci che troppo spesso restano fuori dai radar. L’idea è creare uno spazio in cui ascoltare prima ancora di arrivare. In cui il contatto precede l’approdo.

In fondo, è questo il cuore della missione. Due sponde del Mediterraneo che smettono di essere lontane. Un viaggio che è insieme fisico e relazionale. Un ponte che non è fatto di acciaio o cemento, ma di presenza, racconto e responsabilità condivisa.

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