Cessate in fuoco a Gaza. Oggi alle 18 presidio alla sede RAI di corso Sempione

Presidio oggi alle 18 alla sede RAI di corso Sempione.

Annunciato questa notte al momento sta reggendo il cessate il fuoco tra Israele ed Hamas ottenuto con la mediazione dell’Egitto. Nella Striscia fino ad ora sono rimaste uccise 230 persone. Fra le vittime si contano 65 bambini e 17 anziani. Se il cessate il fuoco dovesse reggere tutto rischia rimanere come prima e il mondo tornerà a dimenticarsi in fretta dell’occupazione militare israeliana, della sottrazione quotidiana e sistematica da parte dei coloni delle terre di proprietà dei palestinesi, dei checkpoint dove bisogna aspettare per delle ore venendo quotidianamente umiliati, delle incursioni dell’IDF nei campi profughi per portarsi via qualche ragazzino, dei cecchini che sparano alle gambe dei ragazzi che tirano sassi per storpiarli, dei pescatori gazawi che non possono pescare nel loro mare, della popolazione di Gaza che oltre a dover piangere i morti è rinchiusa in una prigione a cielo aperto da anni e tanto altro ancora.

Riprendiamo le parole di Rewa Mershid, giornalista di Gaza, apparse sul profilo del Gaza Freestyle:

“Con l’annuncio della tregua e del cessate il fuoco a Gaza, il vero dolore inizierà quando saremo coscienti di questa decisione e torneremo alla vita “normale”.
Avremo il cuore spezzato per i e le martiri,
Vedremo la distruzione e le macerie in ogni angolo e in ogni strada,
Vedremo il pianto dei bambini e delle persone adulte che hanno perso il padre, la madre o tutta la famiglia e sono rimasti soli.
Vedremo le famiglie umiliate dalla distruzione della loro casa e accamparsi come sfollate nelle scuole o nelle case dei parenti.
Vedremo il nostro cuore ferito per il dolore.
Vedremo ogni giovane, anziano che ha perso la vitalità.
Vedremo il dolore di ogni esercente e imprenditore che ha dedicato tutto alla sua attività e che ora è ridotta in macerie.
Vedremo le fabbriche che sono andate in fiamme e le installazioni e infrastrutture distrutte.
Vedremo proprietari di negozi e di palazzi guardare le macerie.
Vedremo i nostri e le nostre bambine cercare di riprendersi dal trauma che hanno vissuto.
Vedremo l’oppressione, il dolore, il grande dolore e la tristezza”.

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