15 anni di ZAM

Nel pomeriggio del 29 gennaio 2011 più di un centinaio di persone forzano i cancelli di una serie di stabili abbandonati in via Olgiati 12, nel quartiere periferico della Barona.

Già nell’ottobre dell’anno precedente la stessa composizione di attivisti provenienti da esperienze politiche e di movimento precedenti e facenti parte di almeno tre generazioni diverse avevano dato vita a tre giorni di TAZ con nome ZAM Racaille nello stabile di viale Molise che negli anni successivi avrebbe ospitato Macao.

L’occupazione di via Olgiati fa parte della grande ondata di nuove occupazioni che caratterizzò la metropoli di Milano dopo il movimento universitario dell’Onda (2008-2010) nel periodo di passaggio nel governo della città dal centrodestra della Moratti al centrosinistra di Pisapia (chi si ricorda le promesse della “Rivoluzione arancione”?).

Per più di 2 anni ZAM di via Olgiati diventa un importante punto di riferimento per il mondo dell’autogestione milanese e non solo e uno dei palchi musicali più importanti della città. Il tutto fino allo sgombero del 22 maggio 2013, uno sgombero che verrà fronteggiato da un’accanita resistenza che avrà lunghi strascichi penali.

Solo due giorni dopo verrà occupata l’ex scuola di proprietà comunale in via Santa Croce, in pieno centro e a pochissimi metri dalla Basilica di Sant’Eustorgio.

Quell’occupazione vedrà un protagonismo studentesco estremamente importante visto il ruolo strategico nel cuore della metropoli e riuscirà a reggere per più di un anno incorrendo in un nuovo sgombero nel luglio del 2014.

Allo sgombero, cui seguirà, nel giro di un mese quello del Lambretta di piazza Ferravilla verrà organizzata la Collezione Spazi Autunno/Inverno 2014 che vedrà una vera e propria “sfilata di moda antagonista” stendere un tappeto rosso a pochi metri dallo stabile sgomberato di Santa Croce per poi procedere all’occupazione lampo dell’ex Spazio Forma.

La risposta all’ennesimo immediato sgombero dello spazio in zona Ticinese sarà l’occupazione di un altro stabile comunale abbandonato alla periferia Sud di Milano in via Sant’Abbondio tra Stadera e Gratosoglio.

Da lì inizierà una nuova esperienza di occupazione estremamente attenta alle dinamiche territoriali con una riflessione attenta sullo sforzo di confederare le comunità traendo spunto dalle riflessioni teoriche scaturite dall’esperienza rivoluzionaria del Rojava.

ZAM diventerà quindi un punto di riferimento solido e importante per la costruzione di tante delle mobilitazioni che si svilupperanno a Milano nel decennio successivo e che riguarderanno non solo le lotte territoriali, ma anche temi come l’antifascismo e l’antisessismo.

Auguri Zona Autonoma Milano!

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *