MiM – Gli articoli più letti del 2020

In questo fine 2020, come di consueto, stiliamo la classifica dei dieci articoli di MilanoInMovimento più letti durante questi ultimi dodici mesi. Un anno terribile, quello che ci apprestiamo a salutare. Caratterizzato dall’irruzione della Storia con la S maiuscola nella vita di ognun_ di noi, attraverso un evento che ha colpito tutta l’umanità come la pandemia da Covid-19. Uno degli eventi più catastrofici degli ultimi cento anni che, in Italia, per numero di morti è secondo solo alla Seconda Guerra Mondiale (senza considerare la Grande Guerra e l’epidemia di spagnola del 1918-1920). È dunque normale che molti degli articoli che hanno suscitato più attenzione abbiano come tema proprio l’epidemia, la disastrosa gestione lombarda e i limiti del nostro modello di sviluppo resi drammaticamente evidenti dall’emergenza, ma non sono da meno i contributi che ripercorrono tappe fondamentali della storia del movimento milanese e italiano, gli scioperi dei rider e il mondo del lavoro sempre più precario e, infine, l’internazionalismo.


Non sta andando tutto bene

Una tragica storia personale che testimonia lo stato d’impreparazione del sistema nell’affrontare la prima ondata della pandemia, la solitudine e l’abbandono in cui si sono trovate le famiglie di tanti malati di Covid.

Polizia – Ri-promossi due condannati per i fatti della Diaz al G8 di Genova 

Il G8 di Genova del luglio 2001, di cui nell’anno che si accinge ad arrivare cadrà il ventennale è uno dei grandi irrisolti dell’Italia del nuovo secolo. Una vicenda che crea ancora feroci spaccature e scontri durissimi all’interno dell’opinione pubblica. Nella galleria degli orrori di quei giorni (e degli anni seguenti), ormai sappiamo come ai manifestanti accusati di aver spaccato una vetrina siano state inflitte condanne che definire esagerate è un eufemismo, mentre ai poliziotti che hanno torturato e costruito false prove solo provvedimenti lievi. A ottobre è arrivata l’ennesima tessera di un puzzle disgustoso che ci racconta dell’impunità della Polizia italiana.

Ora a casa restateci voi! 

Una delle conseguenze del disastro lombardo nella gestione dell’emergenza Covid è la nascita, questa primavera, del movimento d’opinione “Ora a casa restateci voi”, il cui scopo è stato denunciare ad alta voce le responsabilità politiche per le migliaia di morti della nostra regione e per lo smantellamento della sanità pubblica a garanzia dei profitti privati.

I responsabili dei contagi sono seduti nei palazzi della politica, non sul muretto dei navigli!

La caccia al capro espiatorio, si sa, è un antico strumento di “autodifesa” degli esseri umani, e noi non siamo stati da meno, atterriti di fronte alle epidemia. Anche questa volta, con il passare dei mesi, si è assistito a vere e proprie “cacce all’untore” di turno. Ottime armi di distrazione di massa per allontanare l’attenzione dalle responsabilità politiche del disastro. Durante uno di questi momenti la Brigata Lena-Modotti, una delle più attive Brigate di solidarietà per l’emergenza che, per tutto il lockdown e oltre, ha organizzato dal basso la solidarietà nella metropoli, prende parola per ribadire quanto sia inutile prendersela con chi ci sta sotto o a fianco e invece come sia giusto e sensato indirizzare la nostra rabbia verso chi ci sta sopra.

18 marzo 1978, l’omicidio di Fausto e Iaio

A pochi giorni dalla dichiarazione del lockdown su tutto il territorio nazionale cade l’anniversario dell’omicidio di Fausto e Iaio. Una ricorrenza che, per la prima volta dal 1978, non si è potuta celebrare in piazza. Così come per Dax, per il 25 aprile e per il Primo Maggio di questa terribile annata.

La triste parabola de “la Repubblica”, da quotidiano a house organ FCA

In questi anni FCA (la famiglia Agnelli) ha esteso progressivamente il suo controllo sull’informazione cartacea italiana. Del dicembre 2019 è il colpaccio che permette di mettere le mani su Repubblica, il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nel 1976. Nel giro di pochissimi mesi, il gigante dell’auto porta tutto il suo peso all’interno del giornale cacciando il direttore Verdelli e imponendo un nuovo direttore: Maurizio Molinari.

L’educatore invisibile – L’operaio sociale al tempo del Covid-19

Tante sono le figure sociali e lavorative che hanno dovuto reinventarsi e mettere in campo vere e proprie doti di equilibrismo per sopravvivere allo sconquasso socio-economico prodotto dal Covid. Tra queste la categoria  delle educatrici e degli educatori.

Palestina 2020 – Storia di un popolo cancellato sotto gli occhi dell’Occidente

Il cosiddetto “Piano Trump” ha sostanzialmente dato il via libera, in qualità di più potente alleato di Israele, all’annessione dei Territori Occupati palestinesi. Il tutto nella sostanziale indifferenza (se non con il plauso) dell’Occidente. Un breve racconto della storia palestinese degli ultimi decenni fatta di oppressione e sofferenza.

Rider: abbiamo vinto la “battaglia dei treni”

Il 2020 è stato, per i rider, un anno molto intenso. Un anno in qualche modo di “svolta”. Fatto sì di contratti bidone, ma anche di una consapevolezza sempre più forte della propria forza come lavoratori capaci di mettere in campo alcuni dei più interessanti scioperi degli ultimi anni per strappare con i denti i propri diritti. Una lotta che sembra pagare con la rottura del fronte padronale di Assodelivery e la decisione, per ora presa solo a parole, di Just Eat di assumere i propri ciclofattorini.

Passeggiare sì? Passeggiare no? Ma migliaia di posti di lavoro restano ancora aperti

A pochi giorni dall’annuncio a reti unificate da parte del premier Conte della chiusura del Paese, si assiste a uno snervante e inutile dibattito sulla possibilità o meno di passeggiare nel proprio quartiere di residenza durante il lockdown. Per fortuna, in molti fanno notare che il problema non sono i passeggiatori solitari, ma le tantissime persone che quotidianamente vanno a lavoro. Ma si sa, la salvaguardia del profitto viene prima di tutto!


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